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Sanremo 2020, Junior Cally canta la violenza? Non è l'unico: ecco gli altri

A Sanremo 2020 Junior Cally nella bufera per "Strega". L'artista romano nel ciclone per frasi contro le donne...ma nella storia della musica non è il solo.


Uno dei 24 concorrenti che parteciperà alla 70esima edizione del Festival di Sanremo è Junior Cally con il brano "No Grazie". Quest'ultimo, 28enne romano, è nella lista degli artisti in gara al Festival e fino a qualche giorno fa era il meno conosciuto.

Sull'onda della polemica che ha investito Amadeus, per delle frasi dette durante la conferenza stampa d'apertura del Festival, che lo dipingevano come un "materialista legato all'immagine nonché sessista", Junior Cally ha attirato ha spostato su di sé l'attenzione del pubblico, o meglio sulla sua discografia, per qualche vecchio brano degli inizi. A porre questione è stato l’articolo di Marco Brusati, giornalista del blog "Dire oltre" che ha aperto la questione titolando “A Sanremo l’artista che sul web de-canta un femminicidio e insulta sessualmente le donne? Va bene? In un Festival tutto al femminile?”


Nella storia della musica italiana altri artisti sono stati sotto i riflettori per le proprie canzoni, a volte fraintese, altre "da parafrasare".


Chi è Junior Cally


Era il 2017 e Junior Cally, nome d'arte di Antonio Signore, era ancora poco conosciuto nell'ambiente musicale. Agli esordi provò a sfondare nel mondo della musica con un altro pseudonimo, Socio, ma non riuscì. Poco dopo si ripresentò al pubblico con il volto coperto da una maschera, sulla scia di altri artisti che hanno osato "camuffarsi" (ad esempio Liberato) lasciando il pubblico avvolto in un alone di mistero sulla loro vera identità. E' proprio nei primi anni di musica che incide "Strega".

Nel testo l'artista si scaglia contro i colleghi rapper:


"Amici rapper, solo marchette Voglio vedere la vostra faccia sopra i pacchetti delle sigarette Sì, li ho uccisi tutti quanti io"


Ma oltre il dissing, Junior se la prende anche con una presunta ragazza, la cui borsa, dopo averla ammazzata, è diventata la maschera antigas (che indossa proprio nel video):


"Lei si chiama Gioia, ma beve poi ingoia Balla mezza nuda, dopo te la da Si chiama Gioia perchè fa la troia Sì, per la gioia di mamma e papà Questa frate non sa cosa dice Porca troia, quanto cazzo chiacchera? L’ho ammazzata, le ho strappato la borsa C’ho rivestito la maschera"


Dopo aver messo in luce su tutti i giornali d'Italia il testo di questa canzone, l'artista è stato fortemente criticato ed attaccato, proprio per le rime cruente nei confronti delle donne e sull'incitazione all'odio ed alla violenza sulle donne.

C'è chi parla di espulsione dalla gara dal mondo dello spettacolo e politico, sollecitando i vertici Rai, mentre c'è chi ritiene scandaloso aver selezionato un artista che ha scritto un brano del genere.


Junior Cally contro tutti... ma non è il solo


Nella storia della musica italiana, altri artisti hanno utilizzato versi cruenti che hanno dato vita a scandali e polemiche, oltre agli innumerevoli versi degli altri rapper del panorama musicale attuale.

Uno su tutti è Vasco Rossi con il brano "Colpa d'Alfredo". L'artista scrisse il brano nel 1980 e fu subito oggetto di critiche per i presunti versi di razzismo:


"È andata a casa con il negro, la troia Mi son distratto un'attimo Colpa di Alfredo Che con suoi discorsi seri e inopportuni Mi fa sciupare tutte le occasioni E prima o poi lo uccido, lo uccido E lei invece non ha perso tempo Ha preso subito la palla al balzo L'ho vista uscire, mano nella mano, con quell'africano"


E' lo stesso Vasco a spiegare che negli anni "molti mi diedero del razzista, ma non sapevano che quel negro non era rivolto a una persona di colore, ma era il soprannome che in città avevano dato a un tipo che quella sera, in quel locale, mi rubò una ragazza. Ma era un razzismo al contrario al massimo, in lui c'era una superiorità rispetto a me, aveva vinto lui".

Non è stato facile placare la polemica, nonostante l'artista abbia più volte sottolineato che con quel verso volesse intendere la superiorità del ragazzo di colore che era riuscito a fregargli la donna che lui aveva perso. Nel 1982 "in segno di pace" Vasco fece entrare gratis a Pescara, per un suo concerto, tutti i venditori ambulanti.


E poi c'è "Teorema" di Marco Ferradini. La canzone nacque nel 1981, inserita nell'album "Schiavo senza catene", a seguito di una delusione d'amore dell'artista che lo portò a rifugiarsi in una baita con l'autore Herbert Pagani. Da quel sodalizio "musicale" e da quella sofferenza nacque la canzone che ancora oggi contraddistingue l'artista. Il brano affronta la storia di un uomo deluso dall'amore, dalla donna che l'amava e che l'ha lasciato solo. A che serve aver amato se ciò che si ottiene in cambio è solo dolore? E allora il cantante invita gli uomini a trattare le donne "senza nessuna pietà". Anche in questo caso il brano fu oggetto di critiche e non poche polemiche:

" Prendi una donna trattala male Lascia che ti aspetti per ore Non farti vivo e quando la chiami Fallo come fosse un favore Fa sentire che è poco importante Dosa bene amore e crudeltà Cerca di essere un tenero amante Ma fuori del letto nessuna pietà"


Se dovesse riscriverlo oggi, Ferradini ammette che non lo farebbe, anche alla luce delle innumerevoli lotte che le donne ancora fanno per l'emancipazione, per distruggere la violenza e contro gli stereotipi sessisti: «All’epoca in cui la composi era contro corrente. - dice Marco Ferradini - Se cantavi i sentimenti eri un canzonettaro. Teorema dice una verità che è anche una banalità: le persone più le tratti bene e più se ne fregano. Non pensavo che avrebbe avuto un tale successo. Furono le femministe a comprenderla per prime, volevano rapporti più forti: ok l’amore ma ogni tanto anche la guerra. Non era politicamente corretta. Credo che oggi sarebbe pericoloso come brano, probabilmente non lo riscriverei. C’è una violenza insensata verso le donne. Penso sia frutto dell’impotenza dell’uomo di accettare i propri limiti e che sfoga, frustrato, contro la meravigliosa capacità delle donne di essere mille cose insieme. Gli uomini dovrebbero adorare la loro complessità. Invece ne hanno paura e alcuni, i più deboli, le vogliono distruggere».


Sia ben chiaro, citare Marco Ferradini e Vasco non è per una volontà di paragonare i due artisti a Junior Cally, ma piuttosto per ripercorrere i "corsi e ricorsi storici" della musica italiana. Teorema e Colpa d'Alfredo sono accomunati dalla volontà di raccontare l'amore, sotto altre sfaccettature, attraverso filtri iperbolici che restituiscono l'immagine di uomini feriti ed amareggiati dal cuore.


Junior Cally non parla d'amore, ma rappresenta una fetta di società che si sta evolvendo, quella che lo ascolta e che sosterrà la sua partecipazione a Sanremo perché difende la "libertà d'espressione". Viene da pensare che non si tratti più di un'emergenza musicale ma bensì sociale che non ha niente a che vedere con i successi del passato.

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Questo blog è stato creato da Annalibera Di Martino