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Sanremo 2020, l'analisi folle. Basta amore e politica, più famiglia. E poi?

Il Festival di Sanremo 2020 da un punto di vista dello spettacolo potrebbe segnare più che una svolta una vera e propria spaccatura rispetto al passato. Alla ricerca, insomma, di qualcosa di non canonico riguardo allo show. Per quanto concerne la musica, c’è di certo quest'anno meno rap rispetto agli anni passati e molta musica contemporanea sperimentale. Artisti come Levante, Rancore, Achille Lauro, hanno trascorso gli ultimi anni a provare, sperimentare, con risultati anche altalenanti ma sempre di un certo livello.

Festival di Sanremo 2020: un mix imprevedibile


Ciò che manca è la musica tradizionale, quella da tutti definita "melodica". Il risultato è che al momento ci troviamo di fronte ad un mix imprevedibile, e "commentabile" se ci basiamo sull'unico elemento della condotta discografica. E' vero che conosciamo i testi delle canzoni di Sanremo 2020 dei big in gara, ma bisognerà attendere l’ascolto delle canzoni e addirittura ancora dopo il primo accolto sarà difficile un giudizio definitivo.


"Nuovi sperimentali"


Dagli artisti che qui definiamo "nuovi sperimentali" non c’è niente di nuovo e di diverso rispetto a ciò che già hanno prodotto negli ultimi tempi. Il testo di Rancore, ad esempio, per essere compreso ha bisogno della musica. La famiglia di Amici, poi, mantiene testualmente la sua tendenza verso scenari amorosi con Alberto Ursi, Riki e Giordana Angi, con la sua costante oscillazione filologica nel romantico.


La vecchia guardia


Dai "vecchi" mi aspetto il nuovo. Se è vero che Rita Pavone ha prodotto grandi successi in passato, è anche vero che per tornare sulla cresta dell’onda deve rinnovarsi. Così come Michele Zarrillo e Marco Masini: che si spostino dalla loro melanconia; che Pavone abbozzi alla propria grinta; che Tosca si riconosca raffinata ma anche no. Chi è stato capace di fare tutto ciò della vecchia guarda?


La ribalta


Poi c’è chi ha bisogno di tornare alla ribalta come Francesco Gabbani che ha vinto tre anni fa il Festival di Sanremo con un pezzo tormentone che è andato a sfumare. In parte ha dimostrato il proprio talento ed in parte no, ma ad oggi ha ben poco tra le mani.


Sanremo 2020: cosa c'è dopo?


Insomma c’è amore, c’è politica e c’è un po’ di sociale. C’è molta voglia di raccontare affetti familiari come faranno Piero Pelù, Paolo Jannacci, Giordana Angi. C’è amore, insomma, ma sotto altre forme. Bisognerebbe puntare sulla musica sperimentando: non c'è più necessità di raccontare lo schifo della politica. Lo abbiamo capito. Cosa c’è dopo?


Quello che c'è dopo, forse, ce lo dirà Amadeus martedì. Buon Festival a tutti!

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Questo blog è stato creato da Annalibera Di Martino