Testata_La voce dello spettacolo.png

Oggi tutti a lodarla, ma Mia Martini è stata vittima di bullismo ed una donna come noi

Mia Martini 25 anni dopo la sua morte resta un'icona di femminilità e romanticismo. Oltre le canzoni c'è una donna fragile, vittima dell'ignoranza della società.

Parlare di un'artista soprattutto che non c'è più non è facile. Anzi, è una delle cose più difficili da fare. Quando qualcuno se ne va si dicono tante cose, si usano molte frasi fatte e si lascia indietro molta verità.

Che Mia Martini sia stata una grande cantante lo sappiamo tutti, come del resto quasi tutti conosciamo la sua storia. Quello che si dice poco è che Mia è stata anche una donna comune, come tante, come noi. Si ricorda ancora di meno, sotto un velo di buonismo ipocrita, che è stata una delle più celebri vittime di bullismo.



Mia, una donna come tante


Mia Martini era una donna come tante. L'ha visto chi ha avuto l'onore di essere presente a quel Sanremo 1989, l'anno della vittoria già annunciata dei Pooh, quando sul palco dell'Ariston salì Domenica Berté per cantare il suo brano. Un viso dai lineamenti marcati, una bellezza singolare, un'autenticità che passava per una femminilità ed una musicalità inedita. Una donna semplice che inclinava un po' il capo mentre intonava i primi versi de "Gli uomini non cambiano".


Mia Martini è stata tante cose, ma prima di tutto una donna. Nelle sue canzoni, si pensi a "Donne" è stata la voce narrante di tutte le femminilità che passeggiano su tacchi, sotto un filo di trucco e tanta storia addosso. Mia ha incarnato una generazione "romantica", quella degli anni 70-80 fatta di donne sentimentali, vulnerabili, stanche e forti.


Mia ha amato tanto


Mia ha amato tanto. Come ogni donna è stata capace di donare tutta se stessa a quel grande amore, Ivano Fossati, forse mai dimenticato del tutto. Ha lottato contro il dolore, quello fisico, quello del cuore e dell'amore. È caduta ma si è anche rialzata ed ha vinto sempre. Mia ha conosciuto sulla sua pelle le stagioni dell'amore, il buono ed il cattivo tempo.


"Su basi sanguinolente e catastrofiche è iniziato il mio rapporto con Ivano Fossati. E avevo il mio bel da fare con questo campo minato. Avevo un contratto con un'altra casa discografica, e ho dovuto romperlo a causa sua. Perché era geloso, dei dirigenti, dei musicisti, di tutti. Ma soprattutto era geloso di me come cantante. Diceva che mi voleva come donna, ma non era vero perché infatti non ha voluto nemmeno un figlio da me, e la prova d'amore era abbandonare del tutto anche la sola idea di cantare e distruggere completamente Mia Martini. Io ero combattuta, non riuscivo a farlo. Il fatto che ci fossero tutti quei debiti da pagare era il mio alibi per non smettere. Ma quando si è opposto violentemente alla collaborazione con Pino Daniele, alla quale tenevo moltissimo, per un album che dovevo fare, questa lotta tra me donna e Mia Martini è diventata una cosa feroce. E infatti quando sono andata in sala registrazione per incidere il disco, senza Pino Daniele, mi è andata via la voce. Mi sono ritrovata con le corde vocali imprigionate in una spessa membrana formata da noduli. Pare che sia una cosa rarissima. Ci sono voluti due interventi chirurgici. Sono stata muta un anno. E non si sapeva se sarei potuta tornare a cantare. Ho ricominciato, con fatica..."


Qualcuno ha pensato che fosse un po' snob, classista, ma Mia soffriva molto, anzi troppo: "Nel corso di questi anni ho finito per impersonare il tipo della cantante sofisticata per pochi eletti, che cantava all'Olympia e che sembrava snobbare il pubblico che le aveva dato il successo, per ricercare chissà quali traguardi più elevati.. Non è vero niente di tutto ciò".




L'ignoranza della gente


Mia ha ricevuto di applausi, standing ovation ma anche tanta cattiveria. Per oltre dieci anni nel mondo dello spettacolo si è diffusa la notizia che portasse sfortuna. Quasi nessuno voleva viaggiare con lei, trovarsi nei luoghi in cui c'era lei e gli stessi artisti non volevano partecipare ai festival insieme a Mia Martini. Quest'ultima alla fine ha deciso per questo motivo di ritirarsi dalle scene.


"La mia vita era diventata impossibile. Qualsiasi cosa facessi era destinata a non avere alcun riscontro e tutte le porte mi si chiudevano in faccia. C'era gente che aveva paura di me, che per esempio rifiutava di partecipare a manifestazioni nelle quali avrei dovuto esserci anch'io. Mi ricordo che un manager mi scongiurò di non partecipare a un festival, perché con me nessuna casa discografica avrebbe mandato i propri artisti. Eravamo ormai arrivati all'assurdo, per cui decisi di ritirarmi. La delusione più cocente me la diede Gianni Boncompagni, un amico per l'appunto. Una volta fui ospite a Discoring, lui era il regista. Appena entrai in studio sentii Boncompagni che diceva alla troupe: ragazzi attenti, da adesso può succedere di tutto, salteranno i microfoni, ci sarà un black out.".


Oggi, dopo 25 anni dalla sua scomparsa, tutti la lodano ma pochi hanno il coraggio di dire la verità: Mia ha lasciato il palcoscenico terreno per la cattiveria delle persone. Si ricordano le canzoni, la sua voce meravigliosa, ma non la "piccola" donna, come tutte, che si nascondeva dietro ad un'artista che ha incantato tutti. Ogni donna è Mia, quando sceglie di essere più che apparire, ma soprattutto quando sceglie di amare e basta.


  • White Facebook Icon
  • Bianco Instagram Icona

Questo blog è stato creato da Annalibera Di Martino