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Chi è Achille Lauro? Il post del cantante: "Così mio padre portava a casa quattro soldi"...

"Sono figlio di gente onesta, di chi ha sacrificato una vita per il lavoro sopportando per anni di farsi sputare addosso senza mai ricevere nulla": Achille Lauro fa chiarezza sul proprio passato, sulla propria famiglia, sulle origini e sui valori che muovono la sua vita e la sua presenza scenica. Il cantante, tra i protagonisti assoluti del Festival di Sanremo 2020 in gara con il brano Me ne frego, ha scritto nelle scorse ore un lungo post sul proprio account ufficiale Instagram.

Achille Lauro su Instagram: "Ho visto mia madre fare lavori umilianti ma caritatevoli"


"Mio padre di giorno insegnava pur di portare a casa quattro soldi e di notte non dormiva ossessionato dal rimanere condannato in una misera vita. - ha scritto Achille Lauro - Ho visto mia madre fare lavori umilianti ma caritatevoli. Mai dirò che mi ha fatto mancare qualcosa. La mia rabbia e la mia ambizione nasce dalle umiliazioni. Quello che hanno fatto alla mia famiglia mi ha fatto diventare chi sono. Mia madre ha vissuto per gli altri, andava sulla strada ad aiutare prostitute a salvarsi assumendosi grandi rischi, ospitava a casa bambini di famiglie in difficoltà anche quando noi stessi eravamo disperati".


"Sono contento perché..."


Achille Lauro ha stupito tutti a Sanremo con costumi e rappresentazioni (uno su tutti, Ziggy Stardust, l'alter ego di David Bowie) ma contro di lui non sono mancate polemiche perché ritenuto da molti "eccessivo". "Sono contento perché - ha continuato Achille Lauro - è anche grazie a quello che abbiamo passato se sono qui e, nonostante abbia avuto un rapporto difficile con la mia famiglia, sono felice perché oggi mio padre ha conquistato quello per cui ha vissuto e mia madre ha un ruolo importante al mio fianco".


Achille Lauro nei giorni scorsi è stato nominato nuovo Chief Creative Officer di Elektra Records per l’Italia, etichetta internazionale che nella storia ha rappresentato Jim Morrison, i Doors, i Queen e altre leggende della musica internazionale.

"Tutti hanno conosciuto me quando dormivo in una macchina"


"Il mio nome è famoso - ha scritto ancora su Instagram - perché tutti hanno conosciuto me quando dormivo in una macchina, quando vivevo in uno squallido hotel a Boccea, quando avevo paura per mia madre, quando a Val Padana c’erano quei ragazzi e oggi sono rimasti solo ritratti sui muri e fiori. Sono contento quando riesco a fare qualcosa per le persone che ne hanno bisogno tra cui alcuni dei ragazzi cresciuti con me fin da piccoli, protagonisti delle mie storie vere e del mio successo, che ancora oggi vivono un disagio che alcuni sono solo capaci di raccontare.

No cantastorie. Documentario di una generazione. Sono diventato migliore di ieri perché sono già stato chi nessuno sarebbe mai voluto essere e perché quei ragazzi sono cresciuti avendo come esempio quello che non sarebbero mai voluti diventare. Gloria ai miei ragazzi, a chi è come noi e a chi non c’è più. È ora di aprire il nuovo sipario dove la morte stavolta è soltanto una messa in scena e dove si rimarrà per sempre".


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Questo blog è stato creato da Annalibera Di Martino